I MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE

Per rispondere ad una esigenza sempre più diffusa di dare a tutti coloro che lo desiderano e sono ben disposti la possibilità di comunicarsi, con una apposita Istruzione della Congregazione per il Culto e i Sacramenti del 23 gennaio 1972, dal titolo Immensae caritatis, Paolo VI ha istituito questo speciale servizio.

I fedeli laici (in virtù del sacerdozio comune ricevuto col Battesimo) già da tempo collaborano in diversi ambiti della pastorale con i ministri consacrati (sacerdozio ministariale conferito con il sacramento dell'Ordine) perché “ il dono ineffabile dell'Eucaristia sia sempre più profondamente conosciuto e si partecipi alla sua efficacia salvifica con sempre maggiore intensità ”.

Il ministro straordinario della comunione è un battezzato laico, uomo o donna, cui è affidato in maniera straordinaria (cioè solo quando si presenti una reale necessità) il servizio liturgico della distribuzione della comunione eucaristica:

- durante la messa, in caso di assemblee particolarmente numerose e/o di impossibilità fisica dei ministri ordinati;

- fuori dalla messa, agli ammalati, in casa o in ospedale,  impossibilitati a recarsi in chiesa.

Il mandato ai ministri straordinari è conferito, dopo un'adeguata formazione, dal Vescovo diocesano (o dal parroco con l'autorizzazione del Vescovo) per un periodo di tempo determinato (di solito tre anni), rinnovabile anche più volte.

Rimane un ministero straordinario, poiché gli unici ministri ordinari della distribuzione della comunione sono il vescovo, i presbiteri e i diaconi.

Portare la comunione ai malati e agli anziani che non possono intervenire alla celebrazione eucaristica in chiesa, possibilmente nel giorno del Signore,  consente di intensificare il rapporto comunità cristiana e infermi, rapporto che è incentrato sull'Eucaristia.

E' un modo altresì di tenere informati i malati delle iniziative pastorali della parrocchia ed è momento prezioso di presenza e incontro, sia nei confronti dei malati che dei familiari e di quanti li assistono. In questa luce il ministero straordinario della Comunione nei confronti dei malati e anziani è simultaneamente servizio della Parola, servizio del sacramento, servizio di carità. Vi sono comprese cioè tutte e tre le energie di salvezza" (GS, 3), che costituiscono e qualificano la missione ecclesiale!

 

Patrono dei ministri straordinari della comunione è san Tarcisio, un giovane cristiano del II secolo, che - secondo la leggenda - portava la comunione ai cristiani in carcere e sarebbe stato martirizzato mentre stava esercitando questo suo servizio.

Ciascun parrocchiano che voglia richiedere la distribuzione della Comunione Eucaristica per un parente ammalato o impossibilitato, potra' rivolgersi al parroco il quale provvedera', ove e quando non possa farlo personalmente, ad incaricare uno dei ministri straordinari presenti in parrocchia.

Con l'aumento della popolazione anziana c'e' sempre piu' bisogno di fratelli disponibili a svolgere questo servizio.

 

Se pensi di avere questa "vocazione" rivolgiti al parroco che potra' darti tutte le informazioni necessarie e indirizzarti ai corsi di formazione diocesani.