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 Un regalo per Gesù

 

La curiosità molto spesso ci porta a fare, nella nostra vita, tante scoperte interessanti. Ci permette di incontrare persone che poi si rivelano importanti.

Anche Zaccheo pubblicano e ladro, e quindi peccatore, per mezzo della sua curiosità, sta per incontrare coLui il quale gli cambierà la vita.

Fino a pochi momenti prima, Gesù, era semplicemente un nome, una persona da vedere mentre passa, ma qualcosa di inaspettato succede, Gesù si ferma davanti al sicomoro dove Zaccheo è appollaiato. Gesù tra i rami e le foglie cerca lo sguardo di Zaccheo e lo incrocia, lo chiama per nome, lo invita a scendere in fretta dall’albero, perché vuole andare a casa sua per il pranzo.

…La confusione, lo sbigottimento, l’emozione e la gioia mettono le ali ai piedi di Zaccheo … e in fretta va a casa sua ed organizza il pranzo per Gesù.

Zaccheo è rapito da questo turbinio di emozioni, ma ad un certo punto del pranzo si mette in piedi, perché  è arrivato il momento di fare i conti con se stesso, con la sua vita. Ormai, Gesù, è entrato nel suo cuore, da adesso in poi nulla potrà essere più come prima. Ha il coraggio di ammettere il suo peccato, non ha vergogna di dire che ha sbagliato. Non gli importa di dover restituire quattro volte tanto di ciò che ha rubato e di dare ai poveri metà dei suoi beni. Ha trovato un tesoro inestimabile, ha trovato Gesù, il quale gli ha restituito la dignità che aveva perduta con il peccato. Lo ha fatto sentire finalmente una persona rispettabile. Una persona che può permettersi di ricevere nella sua casa, nella sua vita.

Gesù riesce sempre a cogliere tra la folla, che lo circonda, chi ha bisogno della sua attenzione e lo fa sentire importante, perché incrocia il suo sguardo e lo chiama per nome.

Gesù è attento, non siamo una massa informe e rumorosa, siamo dei singoli, abbiamo un volto, una storia, delle paure e dei desideri.

Dobbiamo avere solo il coraggio di riconoscere i nostri limiti, i nostri peccati e avere la profonda convinzione che Gesù non si “schifa” di noi e della nostra vita; il suo unico desiderio è quello di riaccendere la speranza nel nostro cuore, la speranza della vita eterna, e illuminare il nostro volto con la sua Grazia. E, allora, anche a noi ci verrà naturale e spontaneo condividere con gli altri, soprattutto con  i poveri, quello che abbiamo.

È per questo che mi piacerebbe fare oggi un regalo a Gesù: un paio di sandali nuovi, uno zaino e un pezzo di pane, per permettergli di continuare a cercare l’uomo, nelle periferie del mondo, che si è perso o che si nasconde perché ha peccato e riuscirlo così a salvare.