Momento straordinario di preghiera in tempo di epidemia, le parole di Papa Francesco


 



Circolare del nostro Vescovo in riferimento alle attività della Caritas di Frascati in questo momento di emergenza:

"In una nota, inviata in data 22-2-2020, la Segreteria della Conferenza Episcopale Italiana scrive circa l'impegno delle Diocesi nell'opera caritativa, in questa situazione straordinaria del coronavirus: "L'incoraggiamento della Presidenza della CEI a muoversi in questa direzione trova immediato riscontro in queste ore, che vedono la risposta generosa di Alba, Torino, Città di Castello, Frascati, Tivoli e Palestrina, Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Matera - Irsina, Camerino, Locri - Gerace, Catanzaro Squillace, Pesaro - Urbino, Macerata, Senigallia, Jesi.".

Villa CampitelliPoiché in tale nota, si cita anche Frascati, molti mi chiedono perché viene citata la nostra Diocesi e pertanto, che cosa sta facendo la nostra Diocesi per i bisognosi, in questa emergenza del coronavirus.
A titolo unicamente informativo e incoraggiante, e salvaguardando il buon principio evangelico: "Quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra" (Mt 6,3), vi informo che la nostra Diocesi, nel proprio piccolo:
1) Ha mantenuti funzionanti quotidianamente sia il dormitorio maschile e femminile per i senza tetto e senza letto, sia l'emporio per dare alimenti e prodotti per la pulizia personale e casalinga alle famiglie;
2) Ha messo a disposizione, gratuitamente, la Casa diocesana di spiritualità /Villa Campitelli con oltre 40 camere singole con bagno, per medici e infermieri del vicino ospedale di Frascati;
3) Ha organizzato i locali della mensa (oltre 250 mt quadrati+ giardino) non solo per i pasti, ma anche per la permanenza diurna dei senzatetto-senza letto che usufruiscono anche del dormitorio notturno, in modo che non vadano girando di giorno, mettendo a rischio la salute altrui e propria;
4) Sta aiutando le famiglie, in difficoltà economiche per perdita-diminuzione di lavoro, con contributi economici, per quanto è possibile, date le poche disponibilità economiche diocesane.
Altre iniziative caritative, con il contributo di tutti, soprattutto di tempo e di servizio, si possono attuare.
Grazie della Vostra generosa disponibilità"
Il Vescovo


 V DOMENICA DI QUARESIMA

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

lazzaroIn quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. 
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 

Parola del Signore.

 

ROSARIO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE

Ave o Giuseppe:

Ave o Giuseppe uomo giusto, Sposo verginale di Maria e padre davidico del Messia; Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il Figlio di Dio che a Te fu affidato: Gesù.

 

San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, custodisci le nostre famiglie nella pace e nella grazia divina, e soccorrici nell'ora della nostra morte. Amen.

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto  in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli, Amen. 

 

 

PRIMO MISTERO:

Si contempla S. Giuseppe L'UOMO GIUSTO agli occhi di Dio. (Mt 1,18-21.24.).

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Riflessione: Dunque S. Giuseppe aderì, con piena fiducia, al progetto di Dio su di sé. Ci lasciamo anche noi guidare nelle nostre scelte dalla Parola di Dio, dalla Pa­rola della Chiesa?

Padre nostro, 10 Ave o Giuseppe, gloria.

SECONDO MISTERO:

Si contempla S. Giuseppe LO SPOSO VERGINALE di Maria SS. (Lc 1,34-38.)

Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo” Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l'angelo partì da lei.

Riflessione: Il matrimonio, tra Battezzati, può essere vissuto cristianamente, degnamente in due sole maniere, sempre, evidentemente, di comune accordo degli sposi (la comunione degli spiriti è necessaria assolutamente negli sposi): può essere vissuto responsabilmente aperte alla procreazione o verginalmente, per una speciale missione per il Regno di Dio. Gli sposi cristiani, secondo S. Paolo, 1 Cor. 7,29, non dovrebbero più considerarsi di questo mondo.

Padre nostro, 10 Ave o Giuseppe, gloria.

TERZO MISTERO:

Si contempla S. Giuseppe IL FIDENTE PROFUGO nella terra di Egitto (Mt 2,13-15.) Fuga in Egitto e strage degli innocenti.

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.

Riflessione: Per difendere i propri figli nella loro vita materiale, non solo, ma soprattutto nella loro vita morale e spirituale, i genitori cristiani debbono affrontare ogni sacrificio. Troppi "erodi" circolano, oggi, nel mondo con sommo pericolo, soprattutto, per i piccoli.

Padre nostro, 10 Ave o Giuseppe, gloria.

QUARTO MISTERO:

Si contempla S. Giuseppe IL SAGGIO CAPO della Santa Famiglia di Nazareth (Mt 13,53-55a; Mc 6,1-3a; Lc 2.51-52.)

Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simeone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo amore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Riflessione: Una famiglia si regge sulla saggezza del capo: quando c'è dialogo per illuminarsi a vicenda, e quando c'è preghiera comune per essere illuminati dall'alto.

Padre nostro, 10 Ave o Giuseppe, gloria.

QUINTO MISTERO:

Si contempla S. Giuseppe IL FEDELE OSSERVANTE delle feste religiose. (Lc 2,41-43.)

I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa della Pasqua. Quando ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

Riflessione: Dunque anche la religione va vissuta "insieme" in famiglia. I genitori non debbono dire ai figli: "Và a messa... va in chiesa... và a confessarti. ..dì le preghiere! (quando i genitori compiono ancora questo dovere di richiamare i figli). I genitori debbono invece dire ai figli: 'Andiamo a Messa... 'Andiamo a confessarci... diciamo insieme le preghiere". La vita familiare è una vita d'insieme, è qualche cosa di fortemente sentito e vissuto comunitariamente.

Padre nostro, 10 Ave o Giuseppe, gloria.

 

LITANIE

Signore, pietà                                   Signore, pietà

Cristo, pietà                                         Cristo, pietà

Signore, pietà                                    Signore, pietà

Cristo, ascoltaci                              Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici                       Cristo, esaudiscici

Padre celeste, Dio                                 pietà di noi

Figlio redentore del mondo, Dio           pietà di noi

Spirito Santo, Dio                                 pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio                        pietà di noi

Santa Maria                                        prega per noi

San Giuseppe                                      prega per noi

Inclita prole di Davide                       prega per noi

Luce dei Patriarchi                             prega per noi

Sposo della Madre di Dio                  prega per noi

Custode purissimo della Vergine       prega per noi

Tu che nutristi il Figlio di Dio           prega per noi

Solerte difensore di Cristo                 prega per noi

Capo dell'Alma Famiglia                   prega per noi

O Giuseppe giustissimo                     prega per noi

O Giuseppe castissimo                      prega per noi

O Giuseppe prudentissimo                prega per noi

O Giuseppe obbedientissimo             prega per noi

O Giuseppe fedelissimo                     prega per noi

Specchio di pazienza                         prega per noi

Amante della povertà                         prega per noi

Esempio agli operai                           prega per noi

Decoro della vita domestica              prega per noi

Custode dei vergini                            prega per noi

Sostegno delle famiglie                     prega per noi

Conforto dei sofferenti                      prega per noi

Speranza degli infermi                      prega per noi

Patrono dei moribondi                       prega per noi

Terrore dei demoni                            prega per noi

Protettore della S.Chiesa                   prega per noi

 

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi

 

Preghiamo:

O Padre che ci hai rinnovati con il sacrificio del tuo Figlio prediletto, fa’ che camminiamo davanti a te nelle vie della santità e della giustizia, sull’esempio e per l’intercessione di San Giuseppe, uomo giusto e fedele, che nella pienezza dei tempi coopererò al grande mistero della nostra redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.